My Everything

Il Natale ai giorni nostri…

L’essere nata negli anni settanta, e aver trascorso i miei primi 10 anni di vita in quella decade e soprattutto negli anni ’80, mi ha permesso di trascorrere Natali fantasmagorici, cose che i bambini del giorno d’oggi rischiano di perdere. Provo sinceramente pena, e un briciolo di tristezza, nel pensare che certe tradizioni (anche avvenimenti bislacchi) si siano perse.

Sono stata crescuta come se fossi figlia unica, perchè la quarta figlia dopo 3 figli maschi lo è sempre, (per giunta femmina), e questo comporta(va) una serie di favoritismi di default, ma anche molti svantaggi che ho potuto assaporare seriamente crescendo.

Comunque sia, quello che ricordo come la più bella delle feste era il Natale. A casa mia c’era una magia speciale. Ho sempre detto a tutti che il natale a casa mia era diverso da qualsiasi casa al mondo. Noi eravamo speciali. Eravamo unici, diversi, e soprattutto il natale a casa nostra era il “vero Natale”.

Lo spettacolo aveva inizio intorno al 8 Dicembre con la preparazione dell’albero e del presepe, mia mamma faceva delle gare con chiunque, per quanto riguardava l’addobbo di casa (anche nel bagno c’erano addobbi natalizi), scale, porte, giardino, l’illuminazione del portone d’ingresso e l’albero… il signore degli alberi che a quel tempo grande così avevano solo nei pochi centri commerciali che c’erano in giro. Vero. Si trattava di albero vero. Abbellito ogni anno con un addobbo diverso, che rispecchiava lo stile del momento, la moda, e così via. Era una vera ispirazione.

La maestra delle elementari ci faceva scrivere la letterina (e con quella poi, a seconda dei casi, valutava se fosse necessario l’intervento della psicologa), che poi veniva ritirata, imbustata, e consegnata ad ogni genitore alla fine della recita di Natale. Adesso la letterina la scrivono con l’ipad, inviandola con posta certificata all’addetto stampa di Santa Klaus.

Per decidere i menù delle feste (24 sera-25 pranzo-26 pranzo-31 sera-1 pranzo) la mamma e mio nonno prendeva il notes con la lapis (per i più ignoranti mio nonno diceva, matina, vuol dire matita lapis…) e scriveva la lista della spesa.
La spesa quella del natale era diversa, si poteva comprare di più. C’era il torrone a casa, e c’erano le confezioni di frutta secca (tra cui le prugne) che piacevano tanto a mio nonno. Non si parlava di cose futili come adesso, si sorrideva, ci si voleva bene di più. Ora sento cose assurde, per i parenti ci vorrebbe un capitolo a parte perchè solo spiegare il loro carattere e quello che riescono a costruire su di te senza che tu muovi un dito, neanche il più fantasioso dei registi riuscirebbe!!
Io da piccola non vedevo l’ora di fare l’albero di Natale, mio figlio quest’anno invece ha cominciato con me tutto entusiasta, poi mi ha mollato per l’i-pad.
Come siamo arrivati a questo punto? Perchè in tv ci sono solo pubblicità che a natale quasi mi rendono più triste invece che felice. Perchè abbiamo perso tutto quello che di bello avevamo? Perchè siamo diventati supertecnologici e non riusciamo a parlare o a dire un buongiorno al nostro vicino di casa.

E’ questa l’era moderna? Allora io non la voglio.

Torno indietro. E mi inserisco in uno di questi video di Natale degli anni ’80.

A voi …l’ardua sentenza.

 

Share it if Like

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.